SCEGLI IL CINEMA
filtra per filtra per

L'estate addosso

  • Uscita:
  • Durata: 103min.
  • Regia: Gabriele Muccino
  • Cast: Brando Pacitto, Matilda Lutz, Joseph Haro, Taylor Frey, Timothy Martin, Guglielmo Poggi, Jessica Rothe, Scott Bakula, Ludovico Tersigni, Tatiana Luter
  • Prodotto nel: 2016 da MARCO COHEN, BENEDETTO HABIB, FABRIZIO DONVITO PER INDIANA PRODUCTION, CON RAI CINEMA
  • Distribuito da: 01 DISTRIBUTION
Vedi programmazione

TRAMA

Marco ha 18 anni, sta per diplomarsi al liceo ma di fronte alle fatali scelte della vita, è terribilmente angosciato dall'incertezza assoluta sul proprio futuro. L'estate "della maturità" subisce un improvviso colpo di scena quando, in seguito ad un incidente con lo scooter, Marco riceve dall'assicurazione un risarcimento che gli consentirà di partire per San Francisco. Con suo grande disappunto però, anche Maria, una compagna di scuola soprannominata da tutti "la Suora", partirà alla volta della sua stessa meta, ospite della stessa coppia di amici contattati dal compagno di classe Vulcano. All'aeroporto di San Francisco ci sono ad attenderli due ragazzi, Matt e Paul. Quel che Vulcano non ha detto è che Matt e Paul convivono e sono una coppia gay. Irritazione e pregiudizio si manifestano immediatamente e Marco prende ancor di più le distanze da Maria "la Bigotta". Nonostante le premesse, nei giorni seguenti i quattro amici inizieranno a conoscersi, gettando le basi per costruire un'amicizia imprevista e sorprendente e i giorni inizieranno a trascorrere veloci e nuovi per tutti loro. Questa diventerà presto la loro Estate. Per sempre.

Dalla critica

  • Cinematografo

    Romano, riccetto, bleso, estrazione Prati e tendenza giovani dem (sic), Marco (Brando Pacitto), 18 anni, s’è appena diplomato, e ora che fare? Nulla, perché cadendo in scooter – aveva il giubbotto in pieno luglio, per capire il tipo… – s’è rotto a chiasmo, come da canone ellenico, braccio e gamba. Gli amici se ne vanno, lui resta nell’Urbe, finché l’amico Vulcano, detto all’interno delle mura aureliane Vulca’, non gli prospetta di raggiungerlo a Palo Alto o, meglio, San Francisco, dove due amici, la coppia gay Matt (Taylor Frey) e Paul (Joseph Haro), potrebbero ospitarlo. Non se lo fa ripetere due volte, ma non è il solo a imbarcarsi per l’America: con lui Maria (Matilda Lutz), compagna di scuola che Marco disprezza perché pedante e conservatrice. Eppure, il triangolo no, ma il quadrilatero… E’ L’estate addosso , decimo film di Gabriele Muccino, ospitato nella neonata sezione Cienma nel Giardino della 73. Mostra di Venezia. Muccino torna a girare in Italia dopo quattro film americani – La ricerca della felicità (2006), Sette anime (2008), Quello che so sull’amore (2012), Padri e figlie (2015), intervallati dal nostrano Baciami ancora (2010) – e ritorna alle atmosfere adolescenziali e al post Maturità dei suoi due primi lungometraggi, Ecco fatto (1998) e Come te nessuno mai (1999). Ma qualcosa è cambiato: Gabriele oggi ha quasi 50 anni, e sovrappone all’età dei suoi personaggi la propria, barattando la sperabile rabbia giovane con il suo adulto cinismo, convergendo sul rito di passaggio. Già, anche per il regista L’estate addosso – il titolo viene dal pezzo di Jovanotti, che cura l’intera colonna sonora, sui titoli di coda – segnala la volontà di ripartenza, di ripresa, di un nuovo inizio. Intenzione pregevole, ma il teen movie ben si attaglia? Muccino, condizionato ovvero poeticamente ristretto dall’appartenenza e conseguente ottica (alto)borghese, non solo confina nel fuoricampo problemini quali precarietà (il rifugio in calcio d’angolo dei 3mila euro di rimborso per l’incidente è francamente ridicolo) e altre esigenze esistenzial-alimentari, ma soffre e ci fa soffrire la discrasia generazionale: ok, questi non sono i bambocci pariolo-fantascientifici dei Vanzina correnti, ma hanno reale residenza nel qui e ora italiano? Meglio, e non è un caso, i gai – il convinto Paul e l’ambivalente Matt – d’Oltreoceano, di cui abbiamo all’ombra del Golden Gate un ritratto credibile, sincero, meritevole di ulteriori sviluppi: sono loro due, e non Marco e Maria, il punto focale della storia, del film. Un film che non si può dire pienamente riuscito, anzi, ma che segnala quel che sono oggi, e forse da sempre, vizi e virtù di Gabriele Muccino: facilità e felicità (tecnica) di regia; buona direzione d’attori; necessità di aiuto, e qualcosa di più, in scrittura; aderenza intermittente allo stato dell’arte; filtro generazionale talvolta appannato. Ad maiora?

  • Il Tempo

    Non rispondono le immagini sostituite da un commento parlato che spesso, durante il racconto, è intervenuto a illustrare quello di cui non erano capaci le immagini. Un mezzo, anzi un mezzuccio, che al cinema sa sempre di pasticcio o, comunque, di rimediato e di superfluo. Così come i tanti episodi sparsi un po' dovunque nel corso dell'azione come l'antefatto con la rivelazione in famiglia delle proprie inclinazioni da parte di uno dei due ospiti omosessuali (quasi un film nel film...). Gli interpreti principali sono due italiani, Brando Pacitto e Matilda Lutz, e due americani, Taylor Frey e Josep Haro. Sembra che vengano tutti dalle rispettive televisioni. Un titolo di merito?

  • Il Mattino

    In «L'estate addosso» - la canzone leitmotiv di Cherubini-Jovanotti prorompe guarda caso quando tocca all'inevitabile sequenza del ballo liberatorio tra i fornelli - l'italiano smidollato e l'italiana destrorsa (interpretati dal volenteroso Pacitto e la sexy Lutz) vengono rieducati dalla gioiosa coppia gay che sembra uscita da una campagna pubblicità e progresso all'ubriacante libertà e l'onnipotenza dei sogni, in una parola alle emozioni o almeno a come le intende una sceneggiatura retoricamente corretta a forza 10. In un abile contesto narrativo che in fondo non ne avrebbe bisogno, le forzature e gli stereotipi risultano, infatti, pletorici e invadenti, a cominciare dalla ragazza che si trasforma immantinente da suorina laica in una specie di porno-hippie, passando per i dialoghi troppo gridati e appesantiti da battute a effetto che avrebbero imbarazzato persino Jep Gambardella e finendo con il malcelato cinismo con cui l'autore finisce con l'avvolgere la sua comprensibile nostalgia canaglia.

  • Libero

    Piacerà come piacciono i Muccino d'annata. Commedie apparentemente svagate ma con fondo d'amarezza. Qui il sottofondo lo dà il magone perla giovinezza irripetibile (quell'estate non tornerà più). Come nella canzone di Jovanotti che ha messo in moto il film.

  • Il Giornale

    Tanto garbo e troppe banalità.

  • L'Eco di Bergamo

    Amori immaturi e passaggio all'età adulta sono i temi ricorrenti del cinema di Gabriele Muccino, quanto meno della sua produzione italiana. Sono però lontani i tempi del fresco e sincero «Come te nessuno mai» che nel 1999 lo fece conoscere al pubblico, prima dell'esplosione con «L'ultimo bacio». Dell'ispirazione di quel ritratto generazionale resta molto poco ne «L'estate addosso» (...). Il film dovrebbe raccontare la scoperta del mondo, dell'amore e della propria strada nella vita, ma è solo stanco e scontato, con tutti i vizi dello stile del regista romano: i frequenti ralenti, le esasperanti carrellate circolari intorno ai personaggi, la musica che entra sempre a volume troppo forte nei momenti ovvi. Neanche le interpretazioni dei due protagonisti, Brando Pacitto (...) e Matilda Lutz, riescono a coinvolgere. Muccino guarda da lontano i due personaggi e gli fa fare ciò che vorrebbe e non ciò che farebbero due diciannovenni credibili. (...) Muccino vorrebbe farsi paladino di qualcosa che non sa neanche bene cosa sia e dimentica come fare cinema, d'intrattenimento o d'autore non importa. I protagonisti trascorrono forse un'estate memorabile, da restare addosso, certo il film non resta addosso allo spettatore.

VEDI TUTTE LE RECENSIONI

In programmazione in questi cinema

Cosa vuoi fare?

Idee per il tempo libero

SCOPRI TUTTI GLI EVENTI

Altri film nei dintorni

Liberami

Liberami

  • Uscita:
  • Regia: Federica Di Giacomo

Un film sul ritorno dell'esorcismo nel mondo contemporaneo. Il nostro mondo. Ogni anno sempre più persone chiamano...

Scheda e recensioni
Ben-Hur

Ben-Hur

  • Uscita:
  • Regia: Timur Bekmambetov
  • Cast: Jack Huston, Morgan Freeman, Toby Kebbell, Rodrigo...

L'epica vicenda di Giuda Ben-Hur, un giovane dalle nobili origini che viene falsamente accusato di tradimento dal...

In programmazione in questi cinema

Nel frattempo, in altre città d'Italia...