In tempi di crisi bisogna
rimboccarsi le maniche. Ed è quello che fanno i genitori, ribellandosi ai tagli che hanno colpito anche i collaboratori scolastici (210 in meno negli ultimi due anni a Bologna e provincia) e sostituendosi ai bidelli che mancano all'appello. Sabato 20 novembre, mamme e papà delle
elementari XXI Aprile e Armandi Avogli puliranno i vetri della scuola, sporchi da un anno.
Con il taglio del 25% sull'importo degli appalti per le pulizie, gli istituti hanno dovuto
contrattare con le cooperative meno cariche di lavoro e rivedere le mansioni dei bidelli, anche loro 'decimati'. “Il risultato è che da noi sono rimaste fuori le
pulizie dei vetri e così, dopo le proteste perché sono diventati opachi e non entra la luce, un gruppo di genitori ha deciso di muoversi”,
spiega Ursula Montanari, presidente uscente del consiglio di circolo.
Poi ci sono i papà che si sono improvvisati imbianchini all’
Istituto comprensivo 12, con le primarie Viscardi e Don Marella e la media Farini. All'inizio la vernice la passava il
Comune, ma da settembre sono costretti ad autotassarsi. In alcune scuole sono i genitori a preoccuparsi di procurare alle classi
fazzoletti e carta igienica, anche se non richiesti dall'istituto. C'è chi, come all’Albertazzi di Borgo Panigale, organizza
feste di fine anno per raccogliere fondi; chi invece, come accade alla Longhena, oltre a pagare un contributo scolastico di 15 euro, ne versa volontariamente 50 in più, per gite, laboratori musicali, orti.
La scuola, quindi, diventa sempre più 'fai da te', ma non tutti sono d'accordo e c'è anche chi “dopo l'ennesima richiesta”, tra assicurazione, contributi scolastici e carta igienica, dice basta. Qualcuno propone di far confluire i soldi in
una sorta di onlus e darli alle scuole solo dietro fattura, e non sono pochi i genitori che ritengono che alla manutenzione degli edifici dovrebbe pensarci lo Stato, dal ministero agli enti locali.